"Prendiamo un cane?"
I figli insistono, i genitori nicchiano. Crescere con un animale è un valore aggiunto, l'importante è educarlo, perché «un cane educato è un cane felice». Le cose da sapere prima di accogliere fido: parola di Simone, il dog trainer di "Missione cuccioli".
Parlare di cani e di bambini senza diventare stucchevoli è una scommessa. "Missione cuccioli", lo show in onda su SKY canale DeaKids, l'ha decisamente vinta. Partito in sordina nel dicembre scorso, è presto diventato una trasmissione culto per i ragazzi. Ritmo serrato, protagonisti reali, intenti formativi ben miscelati con la giusta dose di intrattenimento. I figli chiedono insistentemente un cucciolo, ma mamma e papà nicchiano: i bambini però hanno un'arma segreta per convincerli. Lui è Simone, professione dog trainer, che aiuta i ragazzi nella scelta del cane giusto e poi li accompagna per un tratto nella lunga strada per diventare bravi "padroncini" (anche se questo è un termine che probabilmente lui non userebbe mai...).
Gli animali sono sempre stati parte della mia famiglia, i miei genitori quando ero molto piccolo avevano un pastore maremmano, ma io per avere il mio primo cane ho aspettato ben 24 anni! In realtà è successo quello che cerchiamo di non far più succedere grazie alla trasmissione: sono andato in canile e ho scelto un cane che mi è stato affidato senza troppe domande e con cui ho avuto un approccio difficile perché era un molto problematico. Per questo motivo ho avuto bisogno dell’aiuto di una educatrice che mi ha seguito per mesi e al termine del lavoro mi ha proposto di proseguire il perscorso affiancandola… Un inizio casuale in cui si sono incontrate le mie esperienze passate e gli studi che avevo fatto.
La classica scusa dei genitori di fronte alle insistenze dei figli: il cane ha bisogno di un giardino e soffre in appartamento. Vero o falso?
Falsissimo. I cani non hanno bisogno di uno spazio grande per vivere, ma hanno bisogno di essere portati a spasso e fare delle lunghe passeggiate in luoghi dove possano annusare, sporcarsi e giocare con altri cani e con noi. Questo va garantito a tutti, anche ai cani piccoli, che spesso invece si devono accontentare di giretti di un quarto d’ora. Tutti i cani - dal San Bernardo al Pincher - hanno le stesse identiche esigenze: attività fisica e anche mentale. Non è vero dunque che in appartamento si possano tenere solo esemplari mignon, anzi. Un cane di grossa taglia se ha modo si sfogarsi poi a casa è tendenzialmente più tranquillo, quelli piccoli sono più anche più “abbaioni” ed eccitabili cosa che in condominio spesso diventa un problema…
Quanto tempo si deve dedicare a un cane?
QuantificaIl minimo indispensabile sono tre ore. Due passeggiate da un’ora ciascuna e una di una mezz’oretta, più il tempo per la preparazione della pappa e per l’interazione.
Quindi chi è spesso fuori di casa per lavoro e scuola (un punto per i genitori refrattari…)?
Esistono anche i dogsitter! Io stesso quando ho degli impegni di lavoro mi affido a degli aiuti, pago delle persone che garantiscano ai cani le loro uscite quando io non posso… E questo nonostante io abbia il giardino. Il benessere del cane non si basa sui nostri stessi presupposti. Meglio non comprare accessori costosi al nostro amico (guinzagli, cucce, giochini…) e usare quel budget per qualche ora di dogsitter. Esiste un età giusta per concedere a un bambino di tenere un cane?
A qualsiasi età dev’essere chiaro che ci sono componenti della gestione quotidiana che ricadono necessariamente sui genitori. Detto ciò, credo che il momento più idoneo sia attorno ai 10 anni, nella preadolescenza.
Sottolinei in ogni puntata il fatto che si debbano avere le idee chiare sul tipo di cane da scegliere, a seconda delle proprie aspettative, del proprio carattere e del tempo che si ha a disposizione. Non è quindi una questione di amore a prima vista, ma una scelta e un “incrocio” ragionato. In ogni puntata tu proponi tre cani che hai selezionato sulla base delle sue caratteristiche, il bambino sceglie tra questi quello verso il quale sente più trasporto. Esiste questo tipo di approccio nei canili?
Sarebbe bello, ma in Italia – e non solo in Italia – purtroppo non c’è questa cultura. Sono pochi gli istruttori cinofili che lavorano con i cani del canile. Il problema è che quando si parla di animali si tende sempre a essere superficiali: "il cane è il migliore amico dell’uomo", ma poi non se ne sa nulla. Se ringhia è cattivo, se scodinzola è buono: e ci si ferma lì. Nessuno metterebbe un volontario della croce bianca su un'ambulanza senza adeguata preparazione. Ai volontari di canile, invece, non è richiesta alcuna formazione. Tornando ai cani, sono convinto che vadano scelti informandosi e facendo magari esperienze iniziali come l’adozione a distanza e l’affido: l'ideale è farsi le ossa portando a spasso un cane del canile per capire ciò che significa vivere con lui.
Vivi nell'Oltrepò Pavese con 4 cani: Kaya, Mya, Sentinella e Shaka, rispettivamente una grande cagnona da pastore e una pit bull provenenti da una situazione di maltrattamento, un incrocio pit bull recuperato dal canile e un American Steffordshire. Anche durante la trasmissione mi pare che in un paio di occasione tu abbia presentato ai bambini degli incroci di pit bull.Le razze cosiddette pericolose non esistono?
Tutt’altro, credo invece che ci siano delle razze poco adatte alla vita in famiglia e dei cani che per genetica non sono adatti a vivere in uno spazio circoscritto con dei bambini. Sono cani che hanno una cerchia ristretta di persone con cui decidono di instaurare un rapporto di fiducia e tendono a essere schivi, sono molto difficili da gestire e perciò vanno scelti con un criterio che non può prevedere nessuna forma di superficialità. Se vado a comprarmi una macchina che fa i 300 Km all’ora mi devo mettere nella condizione di saperla guidare. I pit bull, per esempio, sono cani da combattimento e quindi non vanno assolutamente d’accordo con gli altri cani: lo deve sapere chi vuole portarlo ai giardinetti e lasciarlo libero... Non posso che sconsigliare a una famiglia con bambini un cane con un istinto predatorio che va indirizzato nel modo giusto. Ma detto ciò, non è assolutamente vero che i pit bull sono dei cani killer, anzi! Il problema è che finchè verranno presi dai cretini che vogliono il cane “che fa paura”... Dato in mano a un cretino anche un barboncino diventa pericoloso.
Durante la trasmissione portate sempre i bambini a scegliere il cane in un canile: e in particolare avete sempre proposto (tranne in un caso, quello della cucciolona Viky protagonista dell’ultima puntata della prima serie) cani adulti. Come mai?
Perché il cane adulto se ben socializzato e sicuro è molto più facile da gestire rispetto a un cucciolo, che – lo ricordo ogni volta! - resta il batuffolo che abbiamo scelto soltanto per circa quattro mesi. A sette mesi i cani sono in piena adolescenza, che è ben “peggio” dell’età adulta! Il cucciolo richiede una riserva maggiore di energia e di tempo, quanto ai luoghi comuni sull’affezione e sull’educazione sono luoghi comuni che non sono dimostrati.
Abbiamo scelto il cane. E adesso?
Credo che chiunque abbia un cane debba fare un corso di educazione di base di 10 lezioni per sapere chi c’è al di là del guinzaglio, ma anche per imparare i primi rudimenti di gestione pratica. Perché un cane educato è un cane felice: lo posso portare dove voglio, posso farlo tenere a qualcun altro quando io non posso. È un investimento di tempo che vale ed è anche un modo per far amare o tollerare meglio i cani da chi i cani non li ama tanto. Se non raccogli la cacca del tuo, alla fine chi ci perde sono i cani in generale.
Se si prende un cane e si scopre che il bambino è allergico, cosa di deve fare?
Sicuramente è meglio sottoporsi a test allergologici prima di decidere di prendere un cane. Comunque ci sono delle razze che vengono considerate ipoallergeniche, in linea di massima quelli a pelo ruvido, come il cane di Obama (cao de agua).
Dopo le puntate tornate a monitorare la situazione?
Certo che sì, con alcuni di loro ho un contatto anche di tipo amicale, ci scriviamo mail, mi spediscono foto. Il rapporto durante ogni puntata si crea anche con le persone, non solo col cane.
La storia che ti è rimasta più impressa?
Forse quella di Alice (la bambina ndr) e di Ambra (il cane ndr) perché mi sono trovato benissimo con la famiglia e anche per il bellissimo rapporto che si è creato tra le due. E poi ho un debole per i molossoidi come Ambra...
Quanto fa bene a un bambino crescere con un cane?
Il cane è sicuramente un valore aggiunto. Se il bambino non lo considera un giocattolo ma lo gestisce con consapevolezza è una compagnia e un momento di crescita impagabile. Avere un cane significa anche stare in mezzo alla natura, all’aria aperta, essere “costretti” a uscire, vivere situazioni che altrimenti non vivremmo. In più sviluppa nel bambino caratteri di prosocialità nei confronti del diverso, insegna il "prendersi cura di", assicura un’apertura emotiva. I modelli adulti spesso oggi sono duri ed esteriori: il cane ci vuole bene se ci vogliamo bene, di tutto il resto non gli importa.
O - per dirlo come la piccola Alice - «Avere un cane è bello perché ti riempie la vita, ti riempie il cuore, perché hai qualcuno vicino».
Fonte : Liberonews, Elena Cipriani
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